lunedì 18 novembre 2013

Secondo racconto

Ciao a tutti, è arrivato il secondo volume della collana "Brevi storie monacensi" dal titolo "Il mercato di Maria".
A differenza del primo numero e conformemente al mio ideale di "open source" ho deciso di rendere disponibile gratuitamente il racconto in formato pdf al di fuori di qualsiasi piattaforma di vendita.
Il racconto è liberamente scaricabile e/o stampabile andando sul sito
http://francocasadidio.weebly.com/
Vi prego di diffondere il racconto inviandolo per email ai vostri contatti, condividendolo sui social network, inserendo in evidenza il link sul vostro sito personale.
Vi prego anche di farmi avere i vostri feedback, per me sono di grande importanza, grazie.
Nella speranza che sia di vostro gradimento vi auguro una buona lettura e vi do appuntamento al terzo racconto della serie.
Grazie a tutti.
Con affetto.
Franco Casadidio

mercoledì 26 giugno 2013

Io so io e voi nun siete un cazzo!


Come l'avrà presa il talebano del web? Come avrà preso Grillo l'insubordinazione (perché così deve essere apparsa ai suoi occhi) dei neoeletti consiglieri comunali 5 stelle nel Comune di Roma?. Alla richiesta del neosindaco Ignazio Marino di segnalare un consigliere pentastellato da inserire in giunta assegnadogli l'assessorato alla legalità, i consiglieri grillini non hanno avuto dubbi e si sono rivolti direttamente alla rete, in pieno spirito "uno vale uno". Hanno chiesto ai loro elettori il placet a collaborare con la giunta capitolina e i grillini romani hanno detto "sì", in barba ai diktat del capo che proprio ieri mattina si era affrettato a sconfessare qualsiasi accordo con qualsivoglia forza politica. I simpatizzanti M5S hanno votato contro il volere del leader, aprendo una questione politica non di poco conto: in questo caso "uno vale uno" o il volere del capo vale più di ogni altra cosa, alla faccia della democrazia? 

martedì 9 aprile 2013

La vergogna della Diocesi di Terni

Finalmente la notizia, fino ad ora sempre tenuta nascosta o confinata a mera bega locale, ha assunto i toni che merita, cioè quelli di uno scandalo nazionale e, grazie a Corriere della Sera e La Stampa, anche internazionale.
Se quanto ipotizzato dalla magistratura verrà confermato o meno lo staremo a vedere ma quello che io mi chiedo, e chiedo a voi, è questo: è giusto che una Diocesi, in questo caso quella di Terni, agisca al pari di una qualsiasi società privata, di una banca, di una finanziaria? Ma lo spirito cristiano è questo?

lunedì 25 marzo 2013

Se questa è democrazia...

In questi giorni si leggono decine di nomi dati per papabili come prossimi inquilini di palazzo Chigi o del Quirinale. Concordando pienamente sulla impresentabilità della maggior parte dei soggetti, quello che non mi convince è il fatto che il M5S non presenta alcun nome. Sostenere l'impresentabilità di un candidato va bene ma non ci si può limitare a questo, bisogna anche proporre altrimenti si fa solamente dello sfascismo. Inoltre, in ossequio al motto "uno vale uno" e alla presunta vocazione democratico/digitale del M5S, non capisco come mai alla base, cioè tutti noi iscritti ai vari meetup, non venga data la possibilità di indicare dei nomi. E' stato detto che i nostri eletti sono dei rappresentanti del popolo, che stanno lì per rappresentare i cittadini che sono gli unici e veri detentori del potere. E allora perché non viene chiesta la nostra opinione? Come è stato fatto per le parlamentarie ad esempio. Si sapeva da mesi che il Presidente della Repubblica avrebbe svolto le consultazioni, non sarebbe stato male andare al Quirinale con il nome del nostro Presidente del Consiglio incaricato, scelto dalla base!. Invece siamo andati e abbiamo chiesto che ci venisse dato l'incarico di formare un governo visto che siamo il primo partito italiano (non è vero peraltro) riservandoci di indicare successivamente il nome del prescelto: e se una volta ricevuto l'incarico fosse stato prescelto un ergastolano a noi sarebbe andato bene?. Ricordo Grillo che in un suo spettacolo, riferendosi al governo Prodi e alla nomina di Mastella alla giustizia sostenne la tesi che la squadra di governo prima si presenta al popolo e poi al Presidente della Repubblica. Cos'è vale per gli altri ma non per noi?. Secondo me sarebbe bello che i meetup indicassero i nomi dei loro candidati al Quirinale e a Palazzo Chigi e i nostri eletti se ne facessero tramite in parlamento. Secondo me questa è democrazia. Ad esempio io non vedrei male al Quirinale Annamaria Cancellieri (attuale ministro degli interni) e a Palazzo Chigi Diego Della Valle. Sono miei idee, chissà quanti iscritti hanno idee loro, non sarebbe bello confrontarsi DEMOCRATICAMENTE su questo e proporre soluzioni invece di puro e semplice sfascismo! A chi giova, mi chiedo, questo atteggiamento?.

martedì 4 settembre 2012

Alcoa e la politica energetica nazionale

L'Alcoa rischia di chiudere perché il costo dell'energia elettrica 3 troppo alto e la proprietà americana vuole spostare la produzione in altri paesi. Beh, questo è il frutto della sciagurata politica energetica nazionale che vent'anni fa fece uscire l'Italia dal nucleare col risultato che oggi siamo dipendenti dall'estero per l'80%, paghiamo l'energia elettrica il triplo dei francesi e dei tedeschi, respiriamo  l'aria più inquinata d'Europa anche grazie alle megacentrali a carbone, olio combustibile e petrolio, siamo ostaggio degli umori di russi e sceicchi per le forniture di combustibili e vediamo chiudere le fabbriche da chi vuole energia a buon mercato.  E ci incazziamo pure per tutto questo. Ma signori miei, quando si fanno delle scelte bisogna essere consapevoli delle sue conseguenze future e accettare pregi e difetti. Vent'anni fa abbiamo scelto e ora ne paghiamo le conseguenze, niente di più niente di meno.

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giovedì 26 luglio 2012

Lotta all'evasione: una piccola proposta!


La proposta è semplice quanto sconvolgente: abolire il denaro contante!. A proporla per la prima volta in Italia non è stato un pericoloso sovversivo, ne un movimento anarchico o il demagogo di turno bensì la seria e professionale conduttrice di uno dei migliori programmi giornalistici della tv italiana: lei è Milena Gabanelli e il programma è Report. Il ragionamento, come detto, è semplice: visto che il nostro Paese è ai primissimi posti nel mondo per evasione fiscale e visto che il governo Monti tra le prime misure adottate per fronteggiare la crisi economica ha imposto il divieto di pagamenti in contanti per importi superiori ai mille euro per assicurare tracciabilità certa ai flussi finanziari, abolendo il contante tutte le transazioni finanziarie risulterebbero automaticamente tracciate, rendendo difficilissimo, se non imposibile, nascondere i soldi all’erario. Già ma come si può abolire il denaro contante?. Anche qui l’idea è semplice: utilizzando assegni, bonifici e carte elettroniche per tutti i pagamenti, da quelli più consistenti a quelli di importi minimi come il semplice caffè al bar ma anche istituendo una tassa sul contante che potrebbe configurarsi in un imposta percentuale sui prelievi fatti in banca o presso gli sportelli ATM. In sostanza se si preferisce utilizzare il contante invece che pagamenti tracciabili ad ogni prelievo effettuato verrebbe applicata una commissione del 30% (ipotesi Report) così da “invogliare” diciamo così, all’uso di strumenti di pagamento alternativi.
Come era facilmente prevedibile, la proposta ha suscitato un dibattito molto acceso e articolato sconfinato, come purtroppo avviene spesso in questo Paese, nella demagogia più bieca subito cavalcata da molti politici ma anche da rappresentanti del mondo sindacale, economico e commerciale, ognuno con i propri interessi di bottega da difendere.
Cominciamo subito col dire che la proposta, o provocazione a seconda dei punti di vista, non è assolutamente sconvolgente e potrebbe essere adottata da subito a costo zero e con innegabili benefici per le casse dell’erario e, di riflesso, di tutti i cittadini onesti che già adesso pagano tutte le tasse fino all’ultimo centesimo.
Partiamo dalla constatazione che al giorno d’oggi ognuno di noi ha un conto corrente con tanto di libretto assegni e che bancomat, carte di credito e prepagate riposano nei portafogli della quasi totalità degli italiani per cui sostenere, come fanno alcuni, che abolire il contante vorrebbe dire stravolgere la vita delle persone non è assolutamente vero in quanto già adesso ognuno di noi avrebbe a propria disposizione i mezzi di pagamento alternativi necessari ad attuare la proposta di Report. Il problema è che, a differenza di quanto accade in molti altri paesi, a noi italiani il contante piace e pure parecchio. Avere in tasca bei bigliettoni da 50 euro dà, evidentemente, un senso di potere tale che una semplice tesserina di plastica non può eguagliare. E’ un po’ quello che accade ai detentori dei potenti SUV che sempre più affollano le nostre strade e che, nel poter guardare gli altri automobilisti dall’alto in basso godono di un atavico senso di onnipotenza che li fa sentire padroni del mondo intero.
Nel servizio presentato da Report sono stati mostrati diversi esempi di come si possa vivere quasi senza contante e, con grande sorpresa di molti, abbiamo scoperto che uno dei paesi al mondo in cui si fa più ricorso alle carte di credito non sono gli Stati Uniti bensì la Polonia, paese ingiustamente considerato “arretrato” economicamente anche rispetto al nostro ma dove i pagamenti elettronici vengono utilizzati anche per acquistare un gelato da pochi centesimi senza che nessuno si stracci le vesti invocando la privacy e prefigurando scenari da grande fratello orwelliano. Già, perché una delle obiezioni più forti alla proposta di Report è proprio quella secondo cui abolendo il contante e tracciando tutti i pagamenti effettuati, si verrebbe a configurare una sorta di stato di polizia con un controllo quasi totale sulla vita e sulle abitudini dei cittadini.
Del resto per capire come e quanto l’uso del contante generi evasione fiscale può essere utile riflettere su una banale esperienza personale, riflessione scaturita in una calda e afosa serata estiva che impedendo il sonno favoriva l’elucubrazione mentale.
Trovandomi in vacanza in un albergo della riviera romagnola, da buon italiano dopo il pranzo non ho mai rinunciato ad un buon caffè così come facevano, del resto, molti altri clienti. Per comodità o abitudine quasi tutti pagavano il costo del caffè in contanti e nonostante fosse presente e ben in vista il registratore di cassa, nessuno scontrino è stato mai emesso. Così causa insonnia ho provato a fare due conti, tutti approssimati per difetto naturalmente. Considerando che ogni giorno circa cinquanta clienti prendevano il caffè pagando in contanti per un importo complessivo di cinquanta euro e che dopo cena la scena si ripeteva portando così l’incasso giornaliero a cento euro e calcolando tre mesi di attività estiva, l’importo incassato complessivamente si aggira sui novemila euro: tutto rigorosamente in nero. Moltiplicando questo dato per il numero totale degli alberghi e degli agriturismi italiani che sono 50.638 (fonte www.istat.it, dati 2010) arriviamo alla stratosferica cifra di quasi mezzo miliardo di euro di guadagni sottratti al fisco: e tutto questo partendo da un semplice caffè!.
Si potrebbe andare avanti prendendo in esame molte altre situazioni simili accorgendosi, in questo modo, di quanto contante circoli in Italia quasi senza lasciar traccia con danni incalcolabili per il sistema Paese, soprattutto per i lavoratori dipendenti i cui redditi, spremuti fino all’osso, sono quelli che maggiormente contribuiscono al gettito fiscale, come sottolineato anche recentemente dalla Banca d’Italia.
Come dicevamo la proposta è stata oggetto di forti critiche e aspre contestazioni, capitanate, tra gli altri, da “il Giornale”, forse giustamente preoccupato dalla possibilità che anche le molte transazioni del proprio editore potessero essere monitorate, lasciando traccia così dei vari regalucci fatti alla Ruby di turno ma una delle obiezioni più forti , ma a mio giudizio anche più infondate, è quella che tende a minimizzare gli effetti positivi del provvedimento giustificandosi dietro all’affermazione che la mancata emissione di scontrini e fatture da parte di esercizi commerciali e liberi professionisti costituirebbe la minima parte dell’evasione fiscale totale che andrebbe invece ricercata tra le grandi multinazionali che, appoggiandosi a conti situati nei vari paradisi fiscali (Vaticano compreso, non dimentichiamolo) e sfruttando tutte le possibilità concesse dalle varie legislazioni nazionali, occultano ricavi per miliardi di euro. Naturalmente nessuno nega il problema delle aziende e delle grandi corporations che, scegliendo come propria sede paesi con sistemi fiscali molto permissivi, riescono a far sparire gli enormi guadagni sui quali altrimenti sarebbero costrette a pagare milioni di euro di tasse, ma l’esempio fatto precedentemente mostra come, partendo da u semplice caffè, si possa giungere a cifre enormi e che queste cifre, una volta sommate fra loro, raggiungano importi che nulla hanno da invidiare a quelli parcheggiati nei tanti paradisi fiscali sparsi in giro per il mondo. Insomma, per usare una metafora degna del miglior Di Pietro, il Po quando sfocia in adriatico è un signor fiume ma quando nasce dal Monviso è pur sempre un rigagnolo d’acqua che strada facendo s’ingrossa grazie al contributo di tanti fiumi e ruscelli anche piccoli e piccolissimi ma che, tutti insieme, riescono a dar vita al più grande fiume italiano. Si nasce ruscello e si finisce per essere un grande fiume e così è l’evasione: si comincia con un caffè e si finisce per evadere miliardi di euro.
Probabilmente la proposta di Report non vedrà mai la luce per tutta una serie di motivi non ultimo il fatto che, una scelta così radicale, dovrebbe essere condivisa a livello globale per non generare pericolose zone d’ombra nella gestione del denaro in cui le mafie e le organizzazioni criminali andrebbero a nozze però a me piace pensare che nel nostro piccolo tutti noi possiamo contribuire ad attuarlo almeno in parte, rinunciando al senso di potere che danno i biglietti da cinquanta euro e cominciando ad usare un po’ di più quel rettangolino di plastica che troppo spesso lasciamo inutilizzato nei nostri portafogli: chissà che tutti insieme non si riesca a combattere questo cancro che sta uccidendo la nostra bella Italia. e che riduce ogni giorno di più i servizi essenziali che il welfare di uno stato moderno dovrebbe garantire ai propri cittadini, soprattutto a quelli più onesti.

mercoledì 14 marzo 2012

Primo post di questo blog che ho riattivato dopo oltre un anno di inattività. Speriamo di ricevere molti contributi. Un saluto a tutti.
Franco